La strada del Passo di Gavia tra praterie d'alta quota e cime rocciose
Passo di Gavia — foto: Zairon · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Ci sono strade che sono una meta in sé, e il Passo di Gavia è una di queste. Il valico, a oltre 2.600 metri di quota, collega Ponte di Legno con Santa Caterina Valfurva e Bormio, in Valtellina, attraverso il Parco Nazionale dello Stelvio. Per chi soggiorna a Casa del Sole ha un fascino in più: la strada del Gavia passa proprio da Precasaglio, quindi l'avventura comincia praticamente sotto casa.

Una strada che si apre solo d'estate

La strada è la statale 300 del Passo di Gavia, lunga in tutto poco più di 43 chilometri fra Ponte di Legno e Bormio. A quella quota la neve resta a lungo: il passo è chiuso in inverno, di solito dall'autunno fino alla primavera inoltrata, e la strada è percorribile soltanto nei mesi estivi. Prima di partire controllate sempre i canali ufficiali sulla viabilità e sullo stato di apertura, perché il calendario dipende dall'innevamento.

Dal paese la strada sale verso la frazione di Pezzo e poi verso Sant'Apollonia, a circa 1.584 metri, punto di partenza anche per la Valle delle Messi. Da qui comincia la parte più impegnativa: la carreggiata si stringe, le pendenze sul versante bresciano arrivano fino al 16% e una serie di tornanti porta verso la galleria, non illuminata, che precede gli ultimi chilometri. In diversi tratti due auto non riescono a incrociarsi: si procede con calma, pronti a fare qualche metro di retromarcia fino a uno slargo.

Il Gavia è una strada di alta montagna: carreggiata stretta, pendenze forti e meteo che cambia in fretta. Partite con il pieno, guidate con prudenza, portate una giacca anche ad agosto e verificate sempre apertura e condizioni della strada prima di salire.

Cosa si trova in cima

Arrivati al valico, il paesaggio cambia completamente: praterie d'alta quota, rocce, piccoli specchi d'acqua e grandi cime tutto intorno. Al passo c'è il rifugio Bonetta, aperto nella stagione estiva, mentre scendendo verso la Valtellina si incontrano il Lago Bianco e il rifugio Berni. Il passo segna anche il confine tra la provincia di Brescia e quella di Sondrio.

Lungo la salita bresciana, vicino alla galleria, un monumento ricorda gli alpini morti nel 1954 in un incidente lungo questa strada: vale la pena fermarsi un momento. È un tratto che racconta quanto queste montagne siano sempre state impegnative, per chi le attraversava per lavoro come per chi le attraversa oggi per piacere.

La leggenda del Giro d'Italia

Per gli appassionati di ciclismo il Gavia è un nome mitico. Il passo è stato inserito più volte nel percorso del Giro d'Italia ed è stato in diverse edizioni la Cima Coppi, il punto più alto della corsa. D'estate è facile incrociare ciclisti che affrontano la salita con passo regolare: se ne avete le gambe, è una sfida da raccontare a lungo; se preferite l'auto o la moto, rispettate i ciclisti e godetevi il panorama.

Come organizzare la giornata

Il Gavia si presta a una gita in giornata: salita al mattino, quando la luce è più limpida, una sosta in cima e magari una breve camminata nei dintorni del passo. Per chi vuole fare un anello più ampio, si può proseguire verso Santa Caterina Valfurva e Bormio, ma ricordate che in quel caso il rientro diventa lungo e va valutato con attenzione, soprattutto con i bambini. Una buona idea è combinare la salita con una sosta a Sant'Apollonia, per una passeggiata nel fondovalle della Valle delle Messi.

Al ritorno, Casa del Sole è lì ad aspettarvi: la mansarda alpina di Precasaglio, con stufa a pellet, cucina attrezzata e vista sulle Alpi, ha anche un box privato al coperto dove riporre la bicicletta dopo la salita. Scoprite la mansarda e gli altri itinerari nel Parco Nazionale dello Stelvio.

Il Gavia comincia sotto casa

Da Precasaglio la strada del passo è a portata di mano: al rientro, la bici trova posto nel box privato al coperto.